venerdì 18 gennaio 2008

Aldo Grasso per il “Corriere della Sera” - 17 Gennaio 2008

Siamo al ridicolo. L'università italiana, «il luogo della ricerca, del confronto culturale e del sapere», è quella che sforna in serie le lauree honoris causa a personaggi famosi come Valentino Rossi, Lucio Dalla, Roberto Benigni, Vasco Rossi, Mike Bongiorno, ma nega a uno studioso della statura di Joseph Ratzinger di parlare. Quando hanno laureato Valentino Rossi, si è sottolineato il talento del motociclista nel «creare eventi spettacolari, costruendo spazi di teatralizzazione capaci di muovere un'ondata comunicativa che valica le frontiere dei media nazionali». Talento di cui, evidentemente, è sprovvisto il Papa. Questa è l'università italiana.

Quando hanno laureato Vasco Rossi, il noto cantante è stato definito «un mito e un brand». Il rettore ha poi aggiunto: «Nessuno avrebbe laureato, ai loro tempi, né Oscar Wilde, né Pasolini, né Edith Piaf: l'università deve anticipare i riconoscimenti di valore». Ma, a Papa Ratzinger, La Sapienza ha negato persino il diritto di parola. Questa è l'università italiana.
Quando hanno laureato Lucio Dalla, hanno sentenziato: «Dalla ha cercato di comprendere la società, la storia e le religioni ed è stato un'antenna ricevente e trasmittente». Benedetto XVI non è nemmeno un'antenna.
Questa è l'università italiana: Libera & Laica, No-Pope ma molto Popstar.

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